Pitti Fragranze 15. I primi passi dentro la Leopolda…
Ed ecco di nuovo un altro anno, di questo Settembre che si rinnova come una pagina voltata con delicatezza. Ogni volta, in questo periodo dell’anno, un’euforia contagiosa invade il cuore di Firenze, soprattutto le vie che conducono alla stazione Leopolda, da tempo culla di Pitti Fragranze.
Così lontana, eppure incredibilmente presente, la memoria delle pagine passate si affastella odore su odore. Lo scorso anno Pitti Fragranze accolse i professionisti di tutto il mondo in un tourbillon di numeri e fiori, omaggiando le cifre che la profumeria artistica è capace di muovere, che si parli di chili di petali per estrarre lacrime di materia prima oppure ore di lavoro per creare una fragranza cult.
Quest’anno il tema della sostenibilità era il focus centrale e la curiosità si è accesa sin dalle settimane precedenti: come sarebbe stato reso scenograficamente un tema così attuale? Quale spazio avrebbe avuto la sostenibilità nella profumeria artistica?
La ritualità che si ripete felicemente a ogni edizione c’è stata anche questa volta: la fila al desk oltre i cancelli della Leopolda, il who’s who, i volti nuovi che si mescolavano a quelli noti, la smania di annusare tutto, l’ansia di perdersi qualche tesoro liquido, il girare frenetico tra uno stand e l’altro, baci e abbracci e l’inevitabile stanchezza a fine giornata.
I primi istanti di Pitti Fragranze 15 sono stati come un’ouverture che prendeva corpo, l’inizio di un concerto. Le cortine nere che ci separavano dalla kermesse si sono aperte davanti a noi svelando un mondo olfattivo immaginifico, dandoci l’illusione che ogni fragranza potesse essere incontrata e ogni desiderio realizzato. Gli spazi ampi erano un tripudio di colori soffusi, pannelli ondeggianti ricordavano infusioni olfattive e subito abbiamo avuto un’impressione piacevole di equilibrata eleganza.
Pochi passi nel salone principale della Leopolda e uno sguardo rapido ci ha fatto incontrare l’amico Olivier Durbano, più avanti Louison Grajcar di Technique Indiscrete e in lontananza il volto luminoso di Neela Vermeire.
C’erano tutti, o quasi, marchi e creatori! Meo Fusciuni nascosto sotto un cappellone nero che presentava la sua ultima poesia olfattiva, Naomi Goodsir con la sua inarrivabile grazia vintage, l’aria felice di Bertrand Duchaufour, Creed, Floris, Orlov e i marchi Kaon con novità che si annunciano imperdibili, Andy Tauer con il suo inconfondibile look sorriso-giacca-sneakers, Leo R. Crabtree accompagnato dal flacone serigrafato del nuovo Beaufort London, lo sguardo penetrante color carbone di Filippo Sorcinelli.
Citare tutti sarebbe impossibile, ma chi c’è stato a Pitti Fragranze 15 potrà raccontarvi meraviglie.
La fiera l’abbiamo battuta a palmo di naso, come cani da tartufo. Passo dopo passo, consumando decine di mouillette. L’abbiamo annusata in lungo e largo e ora siamo pronti a raccontarvi quello che ci è piaciuto di più!
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