Histoires de Parfums – Collezione Opéra. Cinque fragranze melomani da applauso

Una ne pensa e cento ne fa. Reduce dal successo di 1899 Hemingway, Gérald Ghislain non è un tipo che riesce a stare con le mani in mano per tanto tempo. Dopo aver dato inizio negli ultimi anni a diversi progetti più o meno riusciti (Alice&Peter, The Scent of Departures, Make Perfume Not War), il vulcanico fondatore di Histoires de Parfums presenta a Fragranze 12 una nuova collezione intitolata Opéra, cinque fragranze ispirate a celebri arie che mettono in profumo i vocalizzi delle più affascinati eroine della lirica.
Chi ha seguito finora il percorso creativo di monsieur Ghislain non si sarà stupito di questa sua incursione nell’opera, era solo questione di tempo. Infatti il creatore francese aveva già mostrato di trovarsi a proprio agio sulle assi di un palcoscenico ambientando 1889 e Music Hall nei santuari scintillanti dello spettacolo francese come il Moulin Rouge e l’Olympia. Con la collezione Opéra, Ghislain aggiunge la musica alla biblioteca olfattiva del suo brand, già abitata da personaggi storici e mostri sacri della letteratura, dimostrando che la lirica è un’arte che si può “sentire” anche con le narici.
Opéra è una collezione che riserva ai sensi più di un coup de theatre. Concepita a metà tra un carillon e uno scrigno prezioso, la scatola è in legno laccato e all’interno nasconde quinte di specchio, una volta aperta suona l’aria che ispira il profumo. La bottiglia è un pezzo unico frutto della lavorazione artigianale dei maestri vetrai della storica officina Waltersperger e assomiglia ai flaconi soffiati a mano che trovavano posto nei camerini delle divine di un tempo. E infine il repertorio olfattivo di Opéra, fragranze da “do di petto” che rivelano la passione del creatore per la lirica e la sua ossessione per le date: il nome di ogni profumo è l’anno della prima dell’opera evocata nel jus: 1831 per la Norma di Bellini, 1875 per la Carmen di Bizet, 1890 per La Dame de Pique di Tchaikovski, 1905 per Madame Butterfly di Puccini, 1926 per la Turandot di Puccini.

1831 Norma
Casta Diva che inargenti
Queste sacre antiche piante,
A noi volgi il bel sembiante
Senza nube e senza vel.
Tempra tu de’ cori ardenti,
Tempra ancor lo zelo audace,
Spargi in terra quella pace
Che regnar tu fai nel ciel.
Il repertorio lirico di Histoires de Parfums si apre con la Norma, opera in due atti scritta da Vincenzo Bellini magnificamente interpretata più di una volta dalla divina Callas. La fragranza che Histoires de Parfums le dedica ha un’impronta sensuale su una partitura che intona note di rosa, ylang ylang e gelsomino. Tocchi di pepe rosa e acuti di aldeidi fanno da preludio a un gorgheggio affascinante costituito da labdano, vaniglia, patchouli e benzoino.
1890 La Dame de Pique
E’ il profumo con cui Ghislain dichiara una passione divorante per Liza, la giovane protagonista de La Dama di Picche, libretto di Tchaikovski su una novella di Pushkin. Per quest’opera ambientata a San Pietroburgo è stata immaginata una messinscena decisamente calda e avvolgente che si sviluppa su una melodia di spezie e fiori nobili, con un sottofondo di incenso, patchouli, cuoio, ambra e muschio.
1875 Carmen
L’amour est un oiseau rebelle
Que nul ne peut apprivoiser,
Et c’est bien en vain qu’on l’appelle
S’il lui convient de refuser.
Rien n’y fait menace ou prière,
L’un parle bien, l’autre se tait,
Et c’est l’autre que je préfère,
Il n’a rien dit mais il me plaît.
Composta sulle note di Habanera, la piramide olfattiva di 1875 è il ritratto di una donna passionale e ribelle, dalle movenze sensuali e lo sguardo penetrante. L’opera di Georges Bizet che racconta la storia d’amore tra una sigaraia gitana e Don José presenta una partitura di fiori bianchi e zafferano punteggiata da limone, davana e zenzero. Si chiude con un lieto fine di incenso, sandalo, legno di gaiac e patchouli.
1905 Madame Butterfly
Femminile e delicato, è un profumo con spiccati toni floreali in cui l’iris interpreta il ruolo da protagonista per evocare il candore lunare della geisha Cho-Chosan innamorata dell’ufficiale della marina americana Pinkerton. Per la tragica storia d’amore messa in lirica da Giacomo Puccini Histoires de Parfums ha composto un preludio di mandarino e neroli per introdurre un cuore di iris ed eliotropo, sostenuto da un coro di legno di cedro, sandalo e muschio.
1926 Turandot
Tu che di gel sei cinta,
Da tanta fiamma vinta
L’amerai anche tu!
Prima di quest’aurora
Io chiudo stanca gli occhi,
Perché egli vinca ancora…
per non… per non vederlo più!
Andata in scena per la prima volta alla Scala di Milano con un direttore d’eccezione come Arturo Toscanini, l’opera in tre atti di Giacomo Puccini si svolge all’ombra della Città Proibita in un mitico “tempo delle favole”. La sua protagonista è Turandot, principessa dal cuore di ghiaccio che cade in amore per Calaf. Una favola orientale che Histoires de Parfums trasforma in un profumo orchestrato su note di patchouli, gelsomino, fiori d’arancio e narciso, con un finale che strappa applausi grazie a una coda di ambra, cuoio e incenso.
Concentrazione e Formato Opéra – Histoires de Parfums
Eau de Parfum, 60 ml, refill 100 ml
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Se siete stati così fortunati a metterci dentro il naso in anteprima, vi prego ditemi come sono Turandot e Madame Butterfly, grazie!
Ciao, l’idea della scatola a carillon la trovo geniale, i flaconi mi sembrano un po’ pacchiani ma mi riservo di valutarli dal vivo. Le fragranze sono già sul quadernino che mi farà da guida a Firenze. Quest’anno tanta roba…
Ormai l’estate è andata a p….., a questo punto che arrivi presto settembre! Il Moulin Rouge è l’unico profumo capace di farmi sentire sexy anche quando sto in tuta e converse, tanto che sono alla seconda bottiglia. E’ speziato e talcato al tempo stesso, e la punta di assenzio che gli hanno messo dentro gli impedisce di sembrare un profumino da bambolina…. una meraviglia!!
CIAO lo stesso effetto me lo fa Vraie Blonde di ELDO. MRouge l’ho sempre scansato perché una mia amica mi aveva detto che sapeva troppo di cipria e io detesto i profumi retrò, adesso mi hai fatto venire la curiosità… Lo proverò appena mi capita l’occasione, grazie!
Urka, cinque in una botta sola!! Potrebbe piacermi il 1904… eliotropo e iris non li avevo mai trovati insieme, sono molto curiosa di sentire il risultato. Le altre compo (sulla carta) mi sembrano abbastanza banalotte, speriamo di venire smentita…
La Butterfly mi intriga parecchio, mi auguro non si meriti un lancio di pomodori. Eh sì i flaconi sono un filino fuori dagli standard ma in giro ho visto di peggio… orribili pacchianate degni di un grande magazzino koreano, con questi bisogna solo farci l’occhio. Della produzione di Ghislaine non promuovo tutto, alice&peter erano tremendi e sui departures non ci spreco neanche un commento, però i veni vici et vinci li ho trovati ben riusciti così come ambrarem e moulin rouge.
Hai provato Rosam ? Per me una delle più belle rose oudate, rosse, dark, sensuali, liquorose, create…(insieme alla Rose Oud di Kilian, meravigliosa)