Dentro i profumi spuntano strani microrganismi. Caspita… sono spore!!
Se vi è capitato di stappare un buon profumo e sentirci dentro uno strano odore di fungo non pensate male del vostro naso, potrebbe avere ragione. Complice il clima umido dell’autunno, nella palette del profumiere è in atto una proliferazione di spore destinata a nascondersi nel sottobosco della piramide olfattiva, tra le note di terra… ops di coda di certi profumi autunnali ricoperti di humus, muschio fresco e fogliame.

La cosmesi li vuole orientali. Il profumo li preferisce nostrani.
Dopo l’invasione degli scorsi anni di trattamenti antirughe ai funghi shiitake, reishi e mistake considerati miracolosi per le loro proprietà rigeneranti della membrana cellulare, una fungaia di porcini, tartufi e champignons comincia a farsi notare nelle creazioni della profumeria convenzionale e artistica.
Gli ultimi casi sono il nuovo profumo Valentina by Valentino con una nota di tartufo bianco d’Alba messa a contrasto con un bouquet di fiori bianchi e la limited edition Sombre Negra Black Sun creata da Yosh che aggiunge un tocco di mushrooms in uno degli accordi finali per enfatizzare la location nerombrosa del jus. Se cercati con pazienza gli accordi fungini sono più diffusi di quanto si pensi. Proliferano da Tom Ford che sceglie il tartufo nero unito al cioccolato come nota eccitante nel passaggio “noir gourmand” di Black Orchid e poi replica con una seconda portata in Noir de Noir con il tuber melanosporum usato come “nota di terra” su cui far crescere una piramide chypre. Note di fungo si avvertono tra le violette di Dans Tes Bras, tra le foglie de Une Rose di Editions de Parfums dove l’accordo “truffle” viene clonato da Edouard Fléchier con patchouli, vetiver e castoreo e spuntano nel bosco di Profumum sul terriccio umido di Thundra, all’ombra di un tronco di albero ricoperto di licheni e patchouli.

Micologia profumata. Esistono almeno 48 tipi di odore che distinguono le diverse varietà di miceti. Vanno dal balsamico al fiorito, mielato, fino allo zuccherato. Secondo gli esperti un fungo se cresciuto in condizioni climatiche favorevoli può odorare di mandorle amare, zucchero caramellato, caffè… e anche di fiori! Le muffe che profumano di fiori sono diverse e anche diffuse. Per esempio, il cortinarius perconis emana un effluvio di fiori d’arancio, la lepista irina di violetta e la russula maculata odora addirittura di rosa, ma anche i fiori non sono da meno. Il naso di Luca Turin individua una nota sporosa dentro la gardenia tanto da spingerlo ad affermare che la riproduzione olfattiva di questo fiore perché sia realistica deve avere una sfaccettatura fungina.

Funghi e fiori. Potrebbe sembrare un accordo assurdo e invece pare che funzioni, almeno per Mandy Aftel, creatrice di Aftelier Perfumes che ha messo assieme tuberosa e funghi porcini in Cepes and Tuberose, accostamento che al primo annuso può risultare stridente ma al secondo invece si svela affascinante quanto azzeccato con una mescolanza armoniosa di sentori terrosi, accenti animali e scie fiorite e voluttuose. Chissà se un giorno la nota fungo diventerà trendy come l’oud, intanto c’è chi la nobilita accostandola a materie prime très racé come Dawn Spencer Hurwitz che ha contrapposto l’aroma dei funghi freschi a quello graffiante del cuoio in Cuir et Champignon.
“Ho sognato per tanti anni di creare una fragranza che evocasse il sentore soffice del fungo ma che fosse anche un vero profumo – racconta la creatrice – Ci sono riuscita mettendo al centro della formula il cuoio, una nota forte che si contrappone deliziosamente a quella delicata del fungo”.
Dove non arriva la natura ci pensa la chimica. Ci sono biochimici che salpano verso lidi sconosciuti alla ricerca di specie rare di fiori e frutti da spremere e distillare e altri che invece entrano in laboratorio per fotocopiare la natura e l’odore di un bosco umido di ombra, un’impresa resa possibile dalle nuove metodologie di riproduzione olfattiva come l’estrazione molecolare brevettata da Mane o la “fotografia olfattiva” ideata da Pierre Guillaume per la linea Huitiéme Art Parfums. Alle varietà più fragili da lavorare si preferisce la sintesi e le molecole dall’effetto multiplo che a seconda della loro concentrazione rivelano sfaccettature inedite come il Jasmonyl (Givaudan) dalla forte connotazione gelsomino-indolica con una nuance che odora inequivocabilmente di fungo.

The Fungi is good!
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Non avrei mai immaginato che i profumi contenessero funghi. Complimenti a chi l’ha scoperto!!!!!!!!!!!!