Aspettando i profumi del 2013…
Come e quanti saranno i profumi novità del 2013? E’ una domanda che arriva puntuale ad ogni inizio anno e ogni appassionato di profumi che si rispetti vorrebbe possedere il dono della preveggenza per poter leggere nel futuro della profumeria. Divinazioni a parte, si spera che i profumi del 2013 siano tanti e buoni, ma se così non dovesse essere l’augurio è che siano pochi e indimenticabili!
In attesa di scoprire cosa ci riserverà il 2013, vale la pena volgere il naso a ritroso nel tempo, ricordando alcune fragranze d’annata che ancora oggi continuano a esercitare il loro fascino sulla tribù dei perfumisti.

Profumi dell’altro secolo
La profumeria moderna aveva compiuto da poco 20 anni quando fa la sua apparizione Le Dandy di Parfums d’Orsay. E’ il 1923 e, nel pieno fermento dello sviluppo tecnologico, la chimica organica registra la sintesi di due molecole fondamentali per la profumeria: il Linalolo e il Nerolidol. In un’epoca in cui l’eleganza è un dettaglio da esibire anche da parte degli uomini, Le Dandy profuma gli abiti dei dandy con sentori fruttati, armoniosamente miscelati a note di rhum, whisky e fiori di tabacco. Dopo aver attraversato due Guerre Mondiali, nel 1998 la sua piramide ritorna sul mercato con una versione attualizzata secondo i gusti moderni.
Dieci anni più tardi, nel 1933, mentre l’America è messa in ginocchio dalla Grande Depressione, Creed presenta Angelique Encens, un profumo dalla personalità magnetica che conquista attrici come Marlene Dietrich con volute di incenso grigio interrotte da tocchi caldi di angelica e fiori carnali come il gelsomino indiano. La sua formula è ancora in circolazione, ma in una versione riformulata per piacere ai nasi del terzo millennio e alla censura IFRA. Nello stesso anno in cui Angelique Encens diventa il profumo preferito da dive e divine, grazie ai prodigi della sintesi, la palette dei profumieri accoglie due nuovi ingredienti: un muschio (Exaltone) e un gelsomino (Jasmone).
Compie quest’anno sessanta anni, ma non li dimostra, Arome 3 proposto da Parfums d’Orsay nel 1943 ai clienti che cercano un profumo vigoroso-aromatico, dal finale imprevedibile. Rielaborato nel 2007, Arome 3 è invaso da sfumature di lavanda, note agresti e fiori screziati di spezie che si addolciscono solo sul finale, quando emerge un fondo di ambra, fava tonka e vaniglia. Invece, è originale e priva di ritocchi la formula di Cuir de Russie, il Creed datato 1953 che fa parte dell’esclusiva Private Collection, ma che impone mesi di attesa per poter metterci sopra il naso. Cuir de Russie, come tutte le creazioni della Private Collection, sono prodotte solo su ordinazione.
Non tutti i profumi hanno la fortuna di continuare a esistere come Cuir de Russie, seppur in produzione limitata. La stessa sorte non è toccata a un profumo memorabile quanto introvabile come Original Musk di Kiehl’s che, nel 1963, si contrappone a fragranze dal carattere volatile e fresco come Cravache di Robert Piguet e Extract of Limes di Penhaligon’s, rieditato recentemente nella Anthology Collection. Nello stesso anno in cui Martin Luther King pronuncia il celebre discorso ”I have a dream” davanti al Lincoln Memorial di Washington, nel retrobottega di una vecchia farmacia di New York il dottor John Kiehl imbottiglia Original Musk, un sogno di profumo in olio, creato nel mito del muschio tonchino.
Il 1973 sarà ricordato come l’anno di uscita dell’album dei Pink Floyd, The Dark Side Of The Moon, pietra miliare e visionaria del rock inglese, del caso Watergate e della fine della guerra in Vietnam, una successione tumultuosa di eventi in cui si inserisce anche la maison Diptyque con il lancio del profumo L’Autre. Stordente, racchiuso in una piramide free-flower, L’Autre incarna lo spirito ardente degli anni Settanta attraverso un menù intossicato di cumino, cardamomo, carvi, noce moscata e, off course, olio di patchouli.
Come sarebbe il mondo del profumo senza post, thread, tweet, instagram lanciati nella Rete? Senza dubbio più sconosciuto e meno affascinante. Se oggi la popolosa community di appassionati di profumi riempie il web di critiche e recensioni il merito è tutto del 1983, anno in cui la molecola Damascenone è isolata dalla rosa e viene acceso il primo personal computer, un cassettone pieno di valvole e transistor senza il quale condivisione e interazione tra perfumisti avverrebbe ancora tramite corrieri volatili. Nel corso di questo fatidico anno, la maison Annick Goutal crea Passion, un femminile che utilizza un alto dosaggio di petali bianchi su un sottofondo creato ad hoc per sottolineare il talento aromatico di tuberosa, gelsomino e ylang ylang. Dall’altra parte del mondo, in Oman, Amouage lancia sul mercato la coppia d’oro del profumo: Gold for Woman e Gold for Man. Sono gli anni ottanta e vanno di moda profumi dal sillage importante, che lasciano la scia. Un trend che si spegnerà all’arrivo degli anni novanta con il sopraggiungere sul mercato di fragranze che, oltre a farsi ricordare, desiderano anche ingolosire l’olfatto.
Nel 1993, qualche mese prima che il premio Nobel per la Pace sia assegnato a Nelson Mandela, sotto il segno di Comptoir Sud Pacifique nasce il gourmand Amour de Cacao, un profumo che riappacifica il mondo con una ricetta ipercalorica di vaniglia, scorzette di arancio e frutti esotici che, molti anni dopo, ispirerà Chocolate Greedy di Montale. Contemporaneamente, la profumeria di nicchia inizia a fare capolino sugli scaffali delle profumerie di tutto il mondo con JF (Floris), Sacre Bleu (Parfums de Nicolai), Voleur de Roses (L’Artisan Parfumeur)
Sembrava ieri, quando si festeggiava l’inizio del 2003. Dieci anni sono volati in un istante. Un anno ricco di successi per la ricerca scientifica e un’ottima annata per la profumeria d’autore che fa l’en plein con una serie di fragranze che, a dieci anni di distanza, ancora riscuotono grandi consensi. Il 2003 è testimone del lancio di Artemisia (Penhaligon’s), Bois Farine (L’Artisan Parfumeur), Heliotrope (Etro) e Cuir Venenum (Parfumerie Generale), ma sarà ricordato principalmente per la nascita del dolce maleficio chiamato Un Bois Vanille di Serge Lutens, una fragranza che si muove tra i fumi di un esotismo gotico e soffoca il gusto sweet della vaniglia con una stratificazione di note ombrose, radici liquiriscenti e accenti di legni scuri. Una vaniglia nera dal temperamento selvatico, che ruggisce come una pantera, pronta a sferrare una zampata a chi osa ricordarle il suo carattere gourmand.
E il 2013, quali profumi ci regalerà? In questi giorni si preparano al debutto il nuovo Lutens, l’ultima creazione di Meo Fusciuni, la collezione In The Garden of Good and Evil (by Kilian) e Aurore Nomade (The Different Company), ma è solo l’inizio: tantissime novità sono prossime ad apparire su questo schermo. Per annusarle in anteprima, non vi resta che tenere d’occhio Extrait! Stay tuned!
Lascia il tuo commento…
Ciao,
bella idea, ogni tanto fa bene un ripasso sui “vecchi” profumi. A forza di correre dietro alle novità ci si scorda di certe meraviglie del passato.
WOWWWWWW Il 2003 è il mio preferito. E’ l’anno in cui è uscito Fumerie Turque che insieme a BoisVanille forma un’accoppiata da urlo
Belle le ri-edition ma niente a che vedere con gli originali. All’Osmotheque è possibile sentire “i profumi di una volta”. Io ho avuto la fortuna di vivere questa esperienza e ho annusato cose che voi umani non potreste mai immaginare. Consiglio a tutti di farci un giretto. Detto questo, pagherei tutto l’oro del mondo per sentire l’Original Musk del 1963….
adoro L’Autre…lo scoprii nel 2003 e da allora lo comro n continuazione…è pazzesco