Æther. Quando la sintesi è tutto
Il filosofo francese Gilles Deleuze, tra le figure intellettuali più rappresentative ed innovative dell’intero novecento, approfondendo i suoi studi sulla settima arte ha rintracciato, nelle immagini cinematografiche, una peculiare dignità espressiva a prescindere dai loro contenuti narrativi: le potenti figurazioni e i concetti che si celano dietro ad esse sono veri e propri atti di creazione. Tale astrazione, di così elevata portata, è in grado di coinvolgere tutte le attività umane che aspirano alla bellezza in tutte le sue forme a cominciare dal profumo, oramai considerato degno di raccontarsi con il medesimo linguaggio dell’arte. Non apparirà quindi azzardato concepire un parallelismo tra l’immagine-molecola e il suo materiale espressivo d’elezione: due universi contenenti ciascuno una propria narrazione illustrata che vedranno simultaneamente la luce nel preciso istante in cui prenderanno vita sulla pelle di chi vorrà loro ascoltare.
Nella galassia di Æther – il brand creato dal direttore artistico di Le Galion, Nicolas Chabot – la nuova luce data all’immagine–molecola sembra aderire perfettamente al disegno intenzionale del suo ideatore: trovare altre strade oltre al collaudato pianeta della profumeria classica e un nuovo significato olfattivo all’interno del variegato mondo della sintesi chimica. Æther dal greco antico “Etere” o “Quinto Elemento”, la parte più sottile ed elevata dell’atmosfera dove si trova l’aria più pura, con una vera e propria biblioteca degli odori esplora tutti i colori e le sfumature delle molecole di sintesi mettendo l’accento sul peculiare processo alchemico, così lontano dai quadri olfattivi impressionisti di soggetti campestri.
Niente paesaggi in barattolo secondo le leggi della verosimiglianza ma immagini nuove, inseguendo un approccio più intellettuale adatto a creare e ri-creare nuove coordinate del gusto: non più le sicure impressioni di vetiver, vaniglia, fiori bianchi o incenso ma il risultato inaspettato di ciò che potrebbe essere rappresentato dal biancore di un fiore, dalla dolcezza della vaniglia, dal soffice alone delle resine. La percezione consueta rimane in secondo piano per aprirsi a nuove concezioni odorose, da comporre e ricomporre.

Le cinque fragranze di grande temperamento immaginate da Amélie Bourgeois e Anne-Sophie Behaghel, dal sillage soffuso più che diffusivo, mettono in primo piano una vera e propria chimica dell’anima i cui accordi non sono immediati ma nascono dalla riflessione e dai pensieri originali che appartengono solo a chi li indossa. Nulla è reale eppure tutto è autentico.
Etheroxyde esprime tutto il potenziale e le mezze tinte di una bolla mercuriale: il sapore argenteo dell’aria più pura dell’Acetato di Etile, l’armatura di legni secchi e aromatici dal colore dell’ambra per una dimora solitaria, tra nuvole di Ambroxan e Iso E Super.
Citrus Ester raffigura il miglior piatto di uno chef molecolare, la commistione fresca ed energica di un pompelmo, irripetibile come la sua quintessenza, in una conchiglia traslucida di vividi frutti estivi, rabarbaro rarefatto e una rosa puramente immaginata. Componenti: Firascone® e Rhubafurane®.
Muskethanol è il sorriso di una personalità aliena che accoglie i suoi ospiti lungo la riva di fiume invisibile la cui presenza si fa intensa ed abbagliante solo ad occhi chiusi, grazie all’aroma di rose liquide disegnate dal Damascenone.
Rose Alcane viene definita una vera e propria rosa siderale: la commistione di Ossido di Rosa e Oxane ricostruisce una corolla anomala, una rosa cyborg dai petali metallici che custodiscono la freddezza del metallo e la delicata opulenza del suo liquido radiosamente rosé.
La quinta fragranza, Carboneum, sembra essere caduta dal cielo più denso e autunnale di un pianeta bronzeo, o da una cometa illuminata di mille bagliori rossastri. I composti organici di Benzoato di Metile e i sintetici Suederal, Timberol e Globanone®, con i loro nomi asettici contengono potenziali infiniti di immagini fragranti, inafferrabili come quei sogni notturni che alla luce del giorno si frantumano in schegge di grande quanto incomprensibile valore.

Carboneum è la forma di una foglia secca e balsamica che fluttua nel cosmo lasciando impronte bruciate nell’aria purissima, è l’esalazione di fuochi fatui che danzano, inseguendo le ipnotiche visioni di un sabba narcotico come il più voluttuoso tabacco. E’ la scia ininterrotta di un centauro lungo una strada invisibile che odora di gomma da laboratorio e del ricordo della coramella, la striscia di cuoio utilizzata dai barbieri per affilare il rasoio. Carboneum è un oggetto come il vestito in neoprene di uno stilista d’avanguardia; è un pensiero d’acqua salata evaporata e rimasta sulla pelle, reminescenza di un mare saturnino trafitto da ambra grigia. E’ l’aria secca di un vento inaspettato che odora di legni, perfezionati dalla loro stessa ombra.
Le fragranze di Æther giocano con l’olfatto e le sue percezioni che da assolute si fanno via via più probabili, si divertono a scompigliare i pre-concetti e ad aprire a nuovi timbri olfattivi appartenenti alla sfera della più fervida immaginazione, tra molecole e stupore.
Note olfattive Carboneum – Æther: Benzoate Methyl, Sudéral, Timbérol, Globanone®.
Concentrazione e formato Carboneum – Æther
Eau de Parfum, 100 ml
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Prima di tutto complimenti per la penna…delicata e cerebrale ma che secerne passione oltre che lettere! Una curiosità: mi sembrano profumi siderali, di estrema purezza e quintessenza, pieni (vuol dire tutt’altro che vuoti) ognuno di un concetto astratto raggiunto attraverso il gioco. Ma la loro temperatura finale, il loro “colore” su cosa si declina?