Simone Andreoli: confessioni intime di un giovane creatore

Simone Andreoli non è solo corpo e anima di un brand orgogliosamente italiano, in costante ascesa, le cui fragranze stanno conquistando il meritato successo in Italia e all’estero, ma un giovane creativo dalla personalità sottilmente magnetica che invoglia chiunque lo incontri a scoprire tutte le sfaccettature dell’uomo al di là delle sue raffinate creazioni.

Di persona, la sua coinvolgente comunicazione e gli occhi scuri e mobili, pieni di trattenuto entusiasmo, sembrano rispecchiare  un periodo particolarmente felice: “sì, è vero, il 2016 è un anno magico. Ho partecipato per la prima volta a Esxence – The Scent of Excellence e sono stato selezionato per Pitti Fragranze. A settembre sarò a Firenze per presentare ad appassionati e addetti ai lavori le mie opere olfattive”.

I suoi sempre più numerosi estimatori hanno imparato a conoscerlo indossando le originali essenze del suo Diario Olfattivo il cui nucleo fondamentale e vera sorgente inventiva è la passione travolgente per il viaggio, il muoversi fisicamente e mentalmente verso paesi lontani, arricchendosi con l’incontro di culture diverse.

Ogni viaggio è una storia, ogni storia è un bagaglio olfattivo nuovo ed entusiasmante con cui catturare, in una pura essenza, atmosfere e ricordi indimenticabili”. Il viaggio come filosofia, un imprinting naturale che lo ha accompagnato fin dalla più tenera età, “quando a otto anni ho visitato la Provenza, ho trovato un universo rigoglioso e olfattivamente così potente da cui ho attinto, passo dopo passo, conoscenza e consapevolezza tali da poter creare, a 22 anni, il mio progetto artistico”.

simone andreoli

Un uomo curioso della vita, diviso tra spirito d’avventura e sete di conoscenza, un globetrotter di colori aromatici che, quattro anni fa, ha vissuto l’esperienza più potente e significativa del suo articolato percorso: nel 2012 la sua città natale, Carpi, luogo di rara bellezza, è stata colpita da un infausto evento naturale che ha obbligato tutti i suoi abitanti ad affrontare un cambiamento radicale, a rivedere le proprie priorità e ricostruire le loro esistenze. “Di colpo, la mia casa, le mie fisiche certezze hanno lasciato posto a un caos emotivo, un forte spaesamento e il timore di perdere i ricordi che legano ancestralmente ciascuno di noi ai luoghi più significativi fin dalla nascita, rifugi dell’anima”.

Per ritrovare le proprie sicurezze e prendersi cura di sé, la sua sensibilità l’ha guidato verso un luogo caro alla sua infanzia, lungo la riviera dove “camminare al tramonto, tra la pineta e le onde del mare, e ritrovare di nuovo felici reminiscenze famigliari ed olfattive, mi ha riportato davvero a casa, a riabbracciare me stesso e a fare pace con l’imponderabilità e la bellezza feroce della natura”.

La voce quieta e appassionata di Simone Andreoli, come i leggeri movimenti delle mani, sottolineano in modo impercettibile la portata emozionale del suo racconto, dell’importanza di ritrovare, viaggio dopo viaggio, un conforto fisico e mentale, uno spazio solo nostro che ci accoglie e protegge dopo ogni trionfo e ogni tempesta.

Le sue parole, ancora nell’aria, sembrano estendere la suggestiva potenza delle esperienze spirituali di tutti i grandi viaggiatori alla filosofica bellezza dello skintsugi, l’antica arte giapponese che ripara con preziosa polvere d’oro gli oggetti di ceramica andati in frantumi. Riportati a nuova vita, acquistano non solo maggior valore e unicità ma un significato esistenziale più profondo: grazie alla forza salvifica dell’espressione artistica, dalla più grande delle ferite può nascere, con una nuova forma, un’esperienza infinitamente più bella. Più luminosa. Eterna.

There is a crack, a crack in everything,
That’s how the light gets in.

C’è una incrinatura in ogni cosa,
E’ così che entra la luce.

(Anthem, Leonard Cohen)

Silvia Levanti, giovedì 28 luglio 2016

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Roberto Gillio ha detto:
giovedì 28 luglio 2016

Ho conosciuto il Diario Olfattivo di Andreoli e, pur essendo un neofita del settore, ne sono rimasto istintivamente affascinato soprattutto per l’equilibrio tra originalità ed eleganza anche discreta delle fragranze. Forse Business Man con le sue note verdi e bagnate é quella che più mi coinvolge!
Ora leggo questa intervista che racconta di un momento di rottura come presupposto per l’apertura di nuove visioni. Tutti prima o poi inciampiamo in momenti come questo … Grande Simone che ha saputo rileggerlo e interpretarlo in modo creativo e positivo. Serva di buon auspicio per tutti.

Un estate profumata per ciascuno.
Roberto

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