Sentosa (Simone Andreoli Diario Olfattivo) incontra Nell’intimità (Hanif Kureishi)

I dettagli non li ho ancora decisi. Quasi sicuramente non le dirò le mie intenzioni stasera o stanotte. Rimanderò. Perché? Perché le parole sono azioni e fanno accadere le cose. Una volta che sono uscite dalla bocca non puoi più farle rientrare.

L’appuntamento letterario di questo mese profuma di scelte irrinunciabili. Nel mondo ci sono tratti paralleli, spesso ignari della reciproca esistenza, ma così in sintonia nella loro essenza da farli apparire gemelli o naturali prosecuzioni l’uno dell’altra.

“Nell’intimità” di Hanif Kureishi è un libro sulla separazione, anche. Sentosa di Simone Andreoli è un’eau de parfum che parla di passione, anche.

Sembrano mondi lontanissimi, quello di Kureishi e di Andreoli, ma c’è invece un tratto profondo, molto umano, che li unisce: la necessità di sentire la vita scorrere profondamente nei nostri giorni, non accontentarsi mai, seguire la passione che pulsa fortissima e che ci spinge, apparentemente in modo incosciente, a fare scelte radicali. Che si rivelano giuste.

Se vivere è un’arte, è un’arte strana, che dovrebbe comprendere tutto, e in particolare un forte piacere.

“Nell’intimità” è il racconto in prima persona di Jay, uomo affermato, sposato, con figli e una vita regolare. Poco importa se costellata di piccoli e grandi tradimenti, se questo serve a tenere in piedi la commedia della famiglia felice. Però poi qualcosa si rompe e il fiume di energia finora costretta si libera in un susseguirsi di pensieri lucidi e di paure.

Succede che Jay si innamora, o forse perde la testa in un modo inaspettatamente più intenso, e tanto basta a fargli mettere in dubbio ogni certezza portandolo in un oggi frantumato che deve essere ricomposto. La lucidità cristallina del ragionamento si alterna al fiume delle emozioni che diventano sensazioni impetuose e irresistibili: non puoi nulla di fronte al desiderio se non sei felice e questo Jay lo sa bene.

E così succede che Jay decide di mandare all’aria anni di un matrimonio senza vita, per Nina che è la svolta, l’emozione, l’erotismo, il fremito. Una follia agli occhi dei più, una necessità per Jay che desidera vivere e forse desidera ancor più il desiderio. Per questa “follia” Jay se ne andrà di casa, dando avvio alla separazione lacerante, al tentativo disperato di trovare un equilibrio nuovo con i figli, percorrendo gli spazi della sua nuova vita da scapolo in coabitazione con il suo vecchio amico Victor.

Una giostra di amici, parenti e conoscenti ruoterà allora attorno a lui, cercando il senso di colpa, cercando la conferma o semplicemente tentando di instillare in lui la nostalgia per il focolare domestico. Ma tutti questi personaggi, sottovalutando la forza del desiderio, falliranno miseramente nel tentativo di riportare in scena la commedia del felice matrimonio.

La gente non vuole che tu provi troppo piacere: crede che sia sbagliato per te. Potresti cominciare a volerlo sempre. Quanto è sconvolgente il desiderio! E’ un diavolo che non dorme mai, che non sta mai fermo! Il desiderio è insolente e non si conforma ai nostri ideali: questo è il motivo per cui ne abbiamo così bisogno. Il desiderio si fa beffe di ogni sforzo umano e lo rende degno. Il desiderio è il vero e anarchico agente segreto: non c’è da meravigliarsi che la gente voglia arrestarlo e rinchiuderlo in un posto sicuro. Ma proprio quando crediamo di averlo sotto controllo, il desiderio ci tradisce o ci riempie di speranza.

Ma che odore ha il desiderio? Per Jay, l’ex moglie Susan aveva il profumo della mimosa, ma Nina ha il profumo delle lenzuola stropicciate, ancora intrise della passione che si è appena consumata. La stessa passione che si consuma tra le pieghe di Sentosa che è, appunto, il racconto di una passione.

sentosa simone andreoli

Simone Andreoli è un narratore olfattivo di rara chiarezza e con Sentosa ci porta in quel parallelo di similarità che apre le porte all’animo tormentato e pulsante di Jay.

In Sentosa troviamo quella parte della vita di Jay che Kureishi ci fa solo intuire, quando i suoi occhi si posano per la prima volta su Nina, quando inizia il gioco sottile degli sguardi che aumentano l’elettricità erotica, che scatenano la fantasia. Non è ancora l’atto reso reale, non è il sesso, né la nudità. E’ l’attimo prima quello che troviamo in apertura con le note imperiose dell’ambra grigia che si dichiara, ma non si svela completamente.

Occorre del tempo, tempo logorante d’attesa, una tortura dolce per il naso che fa palpitare e che ci svela poi una struttura inaspettatamente accogliente, quasi infantile, di un’ambra ancora lontana dalla sua identità più nota. Qui è infatti utilizzata per introdurre ad un corteggiamento fatto di seduzione misurata, elegante, in perfetto equilibrio: è il gioco irriverente del desiderio che sa possedere senza dover necessariamente eccedere, senza ancora lasciarsi andare all’impeto amoroso.

E’ un’ambra quasi mascolina quella che si sviluppa, dove le note talcate restano in sottofondo, favorendo così note più medicinali che si fondono perfettamente con il sandalo facendoci avanzare nel gioco della seduzione. Ora gli sguardi sono insistenti, la vicinanza rende chiaramente udibile il fruscio dei vestiti e fa immaginare il tepore morbido della pelle. E’ un climax di desiderio, quello che introduce nel cuore di Sentosa, dove le note di apertura, che non scompariranno mai via completamente, vengono asciugate da un legno di cedro conturbante, presente al punto giusto per impedire alla fragranza di scivolare verso una china pericolosamente orientale. Qui l’amore impetuoso non è rappresentato da volute gonfie e narcotiche, bensì è perfettamente reso da un gioco di vedo non vedo fatto di note legnose e ambrate, è un amore che deve essere cercato, atteso, gustato con pazienza.

Jay sta ancora inseguendo la sua Nina, la vede, la sente, ma ora desidera toccarla, farla sua e darsi a lei. Occorre soccombere a questo gioco di attese, per scoprire l’anima bellissima di Sentosa: una vaniglia lontana dai suoi accenti gourmand, secca, asciutta, eppure conturbante come il più oscuro dei piaceri. Ed è un piacere lunghissimo quello che ci accoglie, una vaniglia che sa essere esaltata dalle note legnose e che con esse si sposa meravigliosamente, in un amplesso olfattivo di sicura soddisfazione. La vaniglia si sviluppa compatta ed è forse la nota che più di tutte si lascia riconoscere in un’evoluzione che riaccende note più morbide adagiando il corpo in lenzuola di passione. E’ l’incontro dei corpi, inevitabile e desiderato, che produrrà il cambiamento di rotta, che saprà risvegliare lo spirito per rispondere le necessità più profonde. E’ il desiderio che si realizza e che realizzandosi in parte muore per far nascere nuovi desideri, in una danza infinita di realtà.

E’ il fatto che io desideri più vita che ha provocato questo, il fatto che siamo creature che desiderano, una borsa di insistenti desideri.

La scia del desiderio si allarga attraverso la pelle intrisa di Sentosa, siamo trasportati attraverso spazi di passione, frammenti scomposti di stanze ormai vuote, di casa abbandonate, di relitti lasciati naufragare per tenerci aggrappati al gusto sconvolgente dell’amore. E ci aggrappiamo con ogni cellula del corpo, come Jay stravolgiamo la vita per inseguire il desiderio. Finché su di noi non resta che un’ultima nota di labdano, liquorosa a tratti, morbida e avvolgente come il sapore lasciato sulle labbra dall’amante.

Sentosa è apparentemente lontana mille miglia da “Nell’intimità”, eppure non è così. Entrambe raccontano di un mutamento, di un risveglio dei sensi e della coscienza, della spinta ancestrale verso l’intensità del vivere, a qualsiasi costo, sempre.

Se non si lasciasse niente o nessuno, non ci sarebbe spazio per il nuovo. Naturalmente andare avanti è un’infedeltà verso gli altri, verso il passato, verso la vecchia nozione di sé stessi. Forse ogni giorno dovrebbe prevedere almeno un’infedeltà essenziale o un tradimento necessario. Sarebbe un atto ottimista, un atto di speranza, che garantisce fiducia nel futuro, la prova che le cose possono essere non solo differenti, ma migliori.

Avete mai percorso una passione così?

Anna Volpi, lunedì 26 ottobre 2015

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Miriamide ha detto:
lunedì 26 ottobre 2015

Complimenti bellissimo articolo!!

alida ha detto:
lunedì 26 ottobre 2015

Anna è una scrittrice magnifica trasmette la voglia di leggere il libro avvolta nel profumo. Brava

Harumi87 ha detto:
lunedì 26 ottobre 2015

L’ho sentita a Roma recentemente e non mi piaciuta affatto, troppo dolciastra e piatta… al contrario ho apprezzato tantissimo Silenzio dello stesso autore.

scentimental ha detto:
martedì 27 ottobre 2015

Indossare lingerie di seta liquida: è la sensazione che ho avuto la prima volta che ho messo questo profumo. Sto aspettando il freddo per ritirarlo fuori!

Roberta M. ha detto:
martedì 27 ottobre 2015

Bellissima recensione! Peccato non conosca la fragranza…

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