L’Oblìo. Il terzo e ultimo capitolo del Ciclo della Mistica

L’oblio è una forma di libertà.
Kahlil Gibran

Sin dal suo debutto nel panorama della profumeria d’autore, Meo Fusciuni è sempre stato un personaggio atipico, quello che si dice “uno fuori dagli schemi”. L’etichetta di artista non lo definisce appieno: nello stesso istante lui è un aromatario, un viaggiatore, un botanico, un poeta, un filosofo, ma soprattutto è un uomo che ha scelto l’Arte Profumiera per esplorare e raccontare ciò che di più affascinante, profondo e complesso esista: l’animo umano.

Schivo, per niente amante dei social e del “purché se ne parli”, privo di egotismo e pieno di umiltà, ogni suo profumo contiene illuminazioni personali, riflessioni interiori, frammenti di vita vissuta, incontri straordinari e attimi fuggenti. Un processo creativo che gli ha permesso, in pochi anni, di segnare un solco netto tra lui e gli altri suoi “colleghi” e di editare jus che, pur avendo una forma liquida inanimata, sulla pelle diventano materia viva, reattiva e sensibile alla vita di chi li sceglie. Profumi marcati da uno stile unico e inconfondibile, lanciati secondo un ritmo estraneo alle leggi del mercato, dettato solo dalla conclusione dei suoi lunghi viaggi.

Il suo ultimo lavoro — L’Oblìo — nasce in Estremo Oriente e rappresenta una svolta, una crescita, per questo uomo dal sorriso e dalla curiosità di un bambino. “… e se il bene dell’uomo fosse dimenticare, anziché ricordare? Ho iniziato a lavorare a L’Oblio durante il mio viaggio in Cambogia. Sulle rive del Mekong, osservando questo enorme fiume che scorreva placido davanti a me, ho sentito una grande serenità dentro e ho capito che lasciare andare il passato, dimenticare, è un’alta forma di sopravvivenza, una estrema ratio da scegliere per rinascere“, racconta Meo Fusciuni davanti a tè fumante in un pomeriggio grigio di gennaio, con lo stesso entusiasmo con cui aveva presentato Odor 93 e prima ancora Narcotico e Luce ma con uno sguardo diverso, mai avuto prima.

Nelle sue parole non c’è traccia della sua amata Sicilia, non ci sono arcani da sciogliere, ombre e riflessi oscuri, non c’è tormento o complicanza. Non c’è niente di quello che c’era prima… Solo la sua voce ha lo stesso tono di sempre, un sussurro che buca il cuore, un fiume in piena che si ferma solo quando porge la mouillette intrisa della sua nuova opera: un silenzio offerto con generosità per lasciare spazio a chi ha di fronte, un mettersi all’ascolto dell’altro che rivela lo spessore prima di tutto umano e poi artistico della persona. Se finora aveva regalato alle sue fragranze note oniriche, accordi velati di esoterismo, a tratti spigolosi e ruvidi, visioni mistiche e ambientazioni crepuscolari, con L’Oblìo Meo Fusciuni decide di cambiare registro, pur rimanendo se stesso. La fragranza è accogliente come un abbraccio, seducente e carezzevole, in alcuni passaggi della formula addirittura sensuale. Possiede la stessa quiete di Luce, la stessa complessità di Odor 93, la stessa forza persuasiva di Notturno, lo stesso senso del sacro di Narcotico, ma con un qualcosa di inedito: una dolcezza, una luminosità e una morbidezza mai incontrate nella produzione del creatore siciliano.

L’Oblìo racconta la fine di un lungo viaggio nella vita di un uomo (…) Nel tempo di questo viaggio ho attraversato la mia cultura natìa, le influenze di Pasolini e Antonello da Messina, ho raccontato lo stato Narcotico del sacro, ho rivisto la mia Palermo. Ho percorso le profondità, fino a raccontare le memorie più intime e a volte più dolorose del nostro sopito passato. Ho proseguito questo cammino in un rituale popolare, fiabesco, onirico e occulto, a quest’odore ho dato un numero, Odor 93. Ho promesso a me stesso, come un anatema, di perseguire il mio cammino con volontà e amore. Adesso avevo bisogno di trovare la pace, la quiete assoluta, la ricerca dell’equilibrio, il desiderio d’incontrare una diversa spiritualità, una pace che fluttua come un battello su un lungo fiume.

Nel lasciare andare il passato, Fusciuni non ha dimenticato che per la riuscita di un progetto è fondamentale la scelta delle materie prime e infatti anche ne L’Oblìo, come in tutte le sue opere, gli ingredienti sono di altissima qualità aromatica, eccellenza che in questo lavoro si fa percepire anche dai nasi meno esperti. Un continuum che incontra un primum: sia il tocco impalpabile dell’iris, più lieve di un sospiro, che il respiro caldo dell’elicriso entrano per la prima volta in una piramide di Fusciuni. Entrambe le materie prime rendono la formula confortevole e avvolgente, donandole un chiarore quasi magico mentre si mescolano a fumi biondi, foglie tostate, cortecce antiche e volute argentee.

Le essenze di questo parfum hanno tutte un basso indice di volatilità e la maggior parte di esse sono ancorate al fondo della piramide: oltre a iris ed elicriso, sono presenti muschio quercino, sandalo, incenso, tabacco, muschio animale e yerba mate. Nonostante ciò, la sua evoluzione è lunga e dinamica, non ha mai un momento di cedimento e dall’inizio alla fine ha sempre il passo leggero. L’Oblìo non seleziona ma accoglie tutti, mostra lievità e al contempo profondità, sulla pelle porta il sorriso di un uomo che oggi è consapevole di se stesso ed è sicuro del cammino intrapreso.

Vorrei che le persone si perdessero in questo profumo, come in un labirinto dove non ci sono appigli, vorrei che ognuno si lasciasse andare, non ricordare niente, che si lasciasse solo trasportare, come su un battello, nella notte, senza luci, sul grande fiume, dove non si vedono le sponde; la bellezza dell’odore della natura e il silenzio della notte. L’oblìo raggiunge una sorta di beatitudine dello spirito. Il profumo diventa odore psichico e ti trasporta in un limbo, in un labirinto di polvere, dove tutto si dimentica. Pace e dimenticanza, beatitudine e meditazione.”

Note Olfattive L’Oblìo – Meo Fusciuni:
incenso, iris, yerba mate, elicriso, tabacco, muschio di quercia, sandalo, polvere, legni sacri, musk.

Concentrazione e formato L’Oblìo – Meo Fusciuni
Parfum, 100 ml

Ciao Simona, eccomi, alla fine ho scelto quattro pezzi degli Anathema – Sentient – Angelica – Hope – Ascension – dell’album Eternity che una volta tornato dala Cambogia ho sempre ascoltato durante il lavoro de L’Oblìo, un disco importantissimo anche nella mia vita…
Un abbraccio, Meo

Simona Savelli, venerdì 10 febbraio 2017

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Kiki Rouge ha detto:
venerdì 10 febbraio 2017

Non vedo l’ora di sentirlo, le creazioni di Meo mi hanno sempre affascinata ma le ultime mi hanno fatto faticare non poco, l’ho seguito fino a Luce poi basta, le seguenti erano troppo difficili per me… Amo il tabacco, quindi sono certa che mi perderò nel suo oblio!

Antheus ha detto:
venerdì 10 febbraio 2017

Ogni sua fragranze è un’esperienza imperdibile, un trip che ti proietta in una dimensione metafisica. Fusciuni ha tutta la mia stima: ha scelto di tirarsi fuori dalla mischia, di non giocare alle regole imposte dal settore quindi per me è un grande! Mi piace il suo percorso e sono contento che stia crescendo come profumiere!

elfies85 ha detto:
venerdì 10 febbraio 2017

Hai ragione Anteus, è uno di quei pochi personaggi che quando lo incontri in fiera (quelle rare volte in cui partecipa) ti sorride sempre. Odor è un profumo superbo, all’inizio pare un intricato mosaico di note, un cubo di rubik, quando trovi la chiave giusta per entrarci dentro cambia forma, si schiude… come un fiore.

herika w. ha detto:
sabato 11 febbraio 2017

Ciao Simona, dammi una buona notizia, dimmi che il Maestro Fusciuni sarà a Exsence, non lo vedo ancora nella lista di partecipanti : (

Simona Savelli ha detto:
sabato 11 febbraio 2017

Carissima herika, mi dispiace ma anche quest’anno non vedremo Meo a Esxence, sarà più facile incontrarlo a Pitti ma tutto dipende se il prossimo settembre sarà in Italia oppure, zaino in spalla, in giro per il mondo… Comunque puoi incontrarlo extra-fiere, nel corso dell’anno spesso è protagonista di molte performance (che noi pubblichiamo puntualmente), continua a seguirci se vuoi conoscere le date dei suoi eventi! Ciao!

herika w. ha detto:
lunedì 13 febbraio 2017

Grazie Simo per la risposta… peccato, mi sarebbe piaciuto conoscerlo tra poche settimane, aspetterò ancora qualche mese. Non ho mai visto una sua esibizione, dicono che anche le sue installazioni siano molto suggestive, non vedo l’ora!

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