Il Benzoino. All’origine dei profumi orientali e degli odori balsamici

Quando si parla di odori balsamici, nella mente degli appassionati di profumeria si materializzano quelle sensazioni olfattive legate alle note dolci, avvolgenti e calde: il benzoino è certamente una delle materie prime principali e più conosciute di questa classe di odori.

Il benzoino è una resina che fuoriesce dalle incisioni fatte sui tronchi degli alberi del genere botanico Styrax. Dapprima fluida e lattescente, la resina a contatto con l’aria solidifica e scurisce. Il prodotto semisolido poi continua ad indurire e acquisisce toni rosso aranciati fino al marrone traslucido.

In commercio esistono due materie prime di profumeria con il nome di benzoino: la prima nota come Benzoino Siam che deriva dalla resina dall’albero Styrax Tonkinensis e la seconda nota come Benzoino Sumatra che deriva invece dallo Styrax Benzoin. Il Benzoino Siam prende questo nome dal fatto che il commercio e l’esportazione di questa resina originariamente veniva effettuato attraverso l’attuale Thailandia, in passato nota col nome di Siam, mentre il Benzoino Sumatra deve il suo nome semplicemente al fatto che lo Styrax Benzoin da cui deriva si ritrova ampiamente in Sumatra e Malesia.

Il Benzoino nell’antichità

Le resine di questi alberi sono state usate in tempi molto antichi dalle popolazioni asiatiche e mediorientali in preparati medicinali per la protezione della pelle e per la loro azione disinfettante, cicatrizzante e lenitiva. Grazie all’azione sedativa nelle affezioni del sistema respiratorio e alle loro virtù purificanti dell’aria venivano anche bruciate negli incensieri.

L’uso di questa resina come ingrediente cosmetico e profumato viene menzionato negli scritti di Teofrasto (III-IV sec. a.C.), Plinio il Vecchio (I sec. d.C.) e Dioscoride (I sec. d.C.) e si ritrova citato in più di 60 ricette per gli usi più disparati (profumi ambiente, ciprie, saponi, tinture per capelli, profumi solidi, acque profumate) nel più famoso libro di profumeria e cosmetica pubblicato nel 1555 a Venezia intitolato “I Notandissimi Segreti dell’Arte Profumatoria”.

Sia per il Benzoino Siam che per il Sumatra esistono diversi gradi di qualità commerciali che si differenziano per il colore, la grandezza e l’odore delle gocce di resina raccolte, dette “Tears”; le qualità superiori (Selected Tears, Tears n°1, Almonds) vengono destinate all’uso in profumeria, sia alcolica che funzionale.

Metodo di estrazione: da resina a essenza

Il prodotto commerciale per entrambi i benzoini è il resinoide, ottenuto dalla estrazione a caldo o freddo della resina in etanolo. Il materiale viene immerso nel solvente che lentamente scioglie e porta in soluzione il 90-95% della resina vergine. Dopo viene allontanato il solvente per evaporazione e il prodotto ottenuto si presenta come una gomma appiccicosa e molle che raffreddandosi diventa un blocco solido di difficile manipolazione: per questa ragione molto spesso il benzoino resinoide si ritrova addizionato al 50% in solventi come il dipropilenglicole (DPG) o il trietil citrato (TEC) per far si che possa essere maneggiato e dosato con più facilità dal profumiere.

Il profilo olfattivo

Il Benzoino Siam e Sumatra sono due prodotti simili come natura ma diversi per profilo olfattivo e questo fatto viene giustificato dalla composizione chimica delle due resine. Nel Benzoino Siam si trovano più abbondanti gli esteri benzoici, l’acido benzoico e vanillina che ne conferiscono un odore dolce balsamico, morbido, mandorlato, liquoroso tipo cherry, leggermente pungente con una distinta nota di vanillina; il Benzoino Sumatra, invece, ha un contenuto superiore in derivati cinnamici (esteri e acidi) che danno connotati olfattivi più somiglianti alla balsamicità della cannella, a tratti fumoso, denso, pungente, in definitiva un po’ più grezzo del Siam. Dal punto di vista del profumiere, quindi, i due benzoini sono due materie prime distinte dove nessuna può sostituire l’altra nella formula del profumo.

Tipica nota di fondo, il benzoino aiuta, con la sua capacità di amalgamare la struttura del profumo in cui viene usato, a prolungare la vita di quest’ultimo. Questo effetto si esplica anche fisicamente in quanto, dopo lo spruzzo e alla conseguente evaporazione dell’alcol, il benzoino contenuto nel profumo crea un sottilissimo strato coprente sulla pelle che rallenta la velocità di evaporazione delle altre molecole odorose.

Un modo classico per deodorizzare e neutralizzare l’odore dell’alcol da profumeria è quello di prepararne una soluzione 3% di benzoino e lasciarla maturare per circa un paio di settimane: la formazione di esteri etilici con i diversi acidi contenuti nella resina contribuiscono ad ammorbidire la pungenza olfattiva dell’alcol.

Profumi al Benzoino

Essenza antica e preziosa, la sua impronta fissativa e avvolgente prolunga la scia e caratterizza alcune delle opere più raffinate della Profumeria d’Autore.

Larmes du Desert (Atelier Des Ors): un orientale sontuoso e divino composto da Marie Salamagne. Conquista l’olfatto con bagliori aurei, sentori ambrati, fumi mistici e una nota di benzoino che risplende nel fondo come una pepita d’oro, conferendo alla composizione un sillage ammaliante e quasi infinito. L’Heure Bleu (Guerlain): insieme alla fava tonka e alla vaniglia, il benzoino è uno dei pilastri di questo notturno romantico, senza tempo e senza eguali. E’ grazie al suo potere di conferire lunga vita alle note più fragili che le nuance fiorite e talcate di L’Heure Bleu, pur rimanendo soavi e soffici, fanno sognare a lungo la pelle. Amber Flash (Tauerville): nota di contorno solo in apparenza, la lacrima perlacea dello Styrax risulta determinante, nell’evoluzione di questo fulgido esempio di ambrato firmato Andy Tauer. In questo jus, con il suo respiro ampio e profondo, il benzoino armonizza e svolge la funzione di collante tra essenze voluttuose, quali vaniglia, patchouli, sandalo e cashmeran. PG25 Indochine (Pierre Guillaume – Parfumerie Generale): è costruito sulla varietà Siam – la più suadente e luminosa – il jus di Pierre Guillaume ambientato sulle rive del Mekong. Il Naso sfrutta ogni sua sfaccettatura balsamica per trattenere ed esaltare note rare come il pepe di Kampot, il legno tanakha di Birmania e il miele del Laos, ma soprattutto per regalare alla formula un’atmosfera piena di serenità. Sucre d’Ebene (Pierre Guillaume – Huitième Art Parfums): un gourmand insolito, privo di note pâtisserie ma ricco di dolcezza e fascino. Languido e sensuale, scioglie nel suo cuore cristalli di zucchero di canna e grani di benzoino. La voluta esotica che ha profumato anche versi di Baudelaire avvolge l’intera piramide olfattiva con lentezza ipnotica, appagando i sensi con i suoi effluvi vanigliati e cremosi.

Coromandel (Chanel): un’opera d’arte cesellata con maestria da Jacques Polge, un compendio di ingredienti aromatici dalle quotazioni stellari. Patchouli, incenso e benzoino è la triade su cui poggia questo orientale legnoso, elegante senza incertezze, ispirato ai preziosi paraventi cinesi dietro i quali madame Chanel ritornava ad essere Gabrielle. Benjoin 19 (Le Labo): è uno dei pochi profumi presenti sul mercato che elegge a protagonista un ingrediente di contorno come il benzoino. Reperibile solo a Mosca, questa City Exclusive è amata dagli intenditori di profumi per via del resinoide di ottima qualità incastonato al centro di una composizione che ha per sottofondo tocchi di cedro, muschi animalici, ambra e olibano. Orient Extreme (Montale): senza note di testa, rivela subito un cuore vellutato di rosa contornato di spezie, posato su un altare di sandalo e muschio animale, con il benzoino che declama la sua orazione aromatica nell’arco dell’intera evoluzione. Kashnoir (Laboratorio Olfattivo): si nasconde nel fondo ma si avverte già nei passaggi centrali, flirtando con rosa e fiori d’arancio, il benzoino che Cécile Zarokian ha impiegato in questo arabesco “noir” dall’architettura barocca e dalla proiezione maestosa. Un filo di fumo – sottile ma potente – capace di trattenere la freschezza fugace delle note di testa e di esaltare al massimo una coda vellutata e calda. (Testi fragranze di Simona Savelli)

Roberto Dario, mercoledì 25 gennaio 2017

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Annalisa F. ha detto:
mercoledì 25 gennaio 2017

E’ incredibile ogni volta scoprire quanta bellezza si cela dentro la materia grezza…… lo stesso effetto me lo fa l’incenso, inodore e rozzo all’origine, cristallino e fragrante una volta liquefatto.

Kiki Rouge ha detto:
mercoledì 25 gennaio 2017

bellissimo articolo, complimenti! purtroppo non ho mai sentito l’essenza in solitaria e da quello che leggo è facile confonderla con altre essenze ma è una nota che mi attira tantissimo, i profumieri dovrebbero raccontarla di più!

Maria Luna ha detto:
mercoledì 25 gennaio 2017

Adoro le note resinose… mirra, olibano, gurjum, tolù, opoponaco, copahu, dipendesse da me il profumo sarebbe solo coda!

Olghina ha detto:
giovedì 26 gennaio 2017

Ciao, aggiungete alla lista anche Benjoin Boheme, è un delitto ignorarlo!! magnifico, poca persistenza ma tanta tanta soddisfazione quando si indossa.

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