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Un fotografo innamorato della bellezza e dei profumi: Dominique Silberstein

dominiqueAttraverso il suo obiettivo, un fiore di iris diventa erotico, la maestosità di una cattedrale uno spazio intimo, il corpo di una donna un’isola esotica inesplorata… Dominique Silberstein, prima di essere un raffinato fotografo, è un uomo innamorato della Bellezza nella sua espressione più pura. Appassionato della luce naturale, cattura i riflessi del sole per illuminare i suoi soggetti preferiti: la natura e le donne.

Francese di nascita, Dominique Silberstein inizia la sua carriera, nel 1978, a New York, dove collabora con le più prestigiose riviste americane di moda, fotografando le donne più belle del mondo. Un’esperienza che durerà fino al 1988, anno in cui ritorna a Parigi ed inizia a lavorare per Vogue Magazine. Il ritorno a casa segna un cambiamento di rotta nel suo percorso professionale, infatti, per la celebre rivista francese, Silberstein inizia ad esplorare nuovi orizzonti e nuovi temi come la natura, il viaggio e l’architettura.

Nel 2002, è il mondo del profumo ha catturare il suo sguardo. Inizia, così, un viaggio sensoriale che lo porta in giro per il mondo per cogliere, con il suo obiettivo, l’anima segreta delle materie prime più preziose della profumeria. La Vaniglia delle Isole Comore, l’Ylang del Madagascar, la Tuberosa indiana si trasformano, per lui, in dive dal fascino incantato. I magici scatti di questo periodo “profumato” diventeranno le immagini di due libri di Brigitte Bourny-Romagné, “Secrets des Plantes à Parfum” e “Des Epices au Parfum”. Nel 2005, il Comité Français du Parfum gli conferisce il prestigioso Prix Jasmin, un riconoscimento che premia i migliori talenti del giornalismo e della fotografia che raccontano l’universo delle fragranze. Oggi, Dominique Silberstein continua a posare il suo sguardo sulla bellezza di paesaggi grandiosi, architetture stupefacenti, location paradisiache, ritratti di vita e sull’impalpabile fascino del profumo.

Extrait: Come hai scoperto la passione per la fotografia?
Dominique Silberstein: Mi ha sempre appassionato la bellezza delle donne, così come tutto ciò che le circonda. La fotografia mi ha permesso di avvicinarmici.

Extrait: C’è un maestro della fotografia al quale ti ispiri?
D.S.: Ce ne sono diversi. Considero miei maestri alcuni grandi fotografi come Helmut Newton, Guy Bourdin, Patrick Demarchelier ma, prima di loro, a commuovermi ed ispirarmi sono stati i grandi artisti del passato come i pittori del Rinascimento italiano e della scuola Fiamminga, gli Impressionisti e ancora gli Orientalisti. Una fonte di ispirazione inesauribile…

Extrait: Come definiresti il tuo stile?
D.S.: Misurato, delicato, sensuale.

Extrait: Quanto impieghi a realizzare una foto?
D.S.: Il tempo necessario per mettere in equazione il soggetto e la luce attraverso una composizione più o meno elaborata.

Extrait: Preferisci lavorare con l’analogico oppure giocare con il digitale?
D.S.: Il supporto “argentique” (ndr: macchina fotografica a pellicola) ha fissato la maggior parte dei miei lavori ma quando è arrivato il digitale, mi ci sono avvicinato un poco alla volta e, con il passare del tempo, alla fine, l’ho adottato completamente. Basta attese: puoi verificare il tuo lavoro in tempo reale e questo crea meno stress. Grazie al digitale, ti si spalancano le porte della creatività.

Extrait: Qual’è la difficoltà che un fotografo, di solito, incontra nel realizzare uno still-life di un profumo o di un fiore?
D.S.: Non si può parlare di una difficoltà in particolare. L’elemento più importante è, senza dubbio, l’ispirazione che può evocare un fiore o un profumo, soprattutto se si lavora con un grande marchio della profumeria. Prendere tutto il tempo necessario per capire le esigenze della maison e trovare la giusta “nota” è fondamentale.

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Le Safran – L’Artisan Parfumeur


Extrait: Negli ultimi anni, ti sei dedicato alla natura e al mondo dei profumi, realizzando bellissimi scatti di fiori, spezie, radici e legni, in seguito, pubblicati nei due libri “Secrets des Plantes à Parfum” (2005 – ed. Milan) e “Des Epices au Parfum” (2006 – ed. Aubanel). Secondo te, quali sono le materie prime più fotogeniche e quelle meno?
D.S.: Approfitto di questa domanda per salutare la amica Brigitte Bourny-Romagné con cui ho realizzato i due libri che hai citato, una persona deliziosa e grande appassionata di profumo. Voglio anche ringraziare il Comité Français du Parfum e Gérard Delcourt, suo presidente all’epoca della realizzazione dei due libri, senza dimenticare, ovviamente, il mio grande amico Nicolas Mirzayantz del gruppo IFF che mi ha aperto le porte del mondo dei profumi, affidandomi diverse missioni, in giro per il mondo, per catturare la bellezza di quei fiori che ci rendono felici con il loro profumo. Per tornare alla tua domanda, senza dubbio i fiori e diverse spezie sono più eleganti perchè più delicati o colorati rispetto alla maggior parte dei legni. Il Vetiver, ad esempio, la cui nota aromatica si estrae dalle radici, non è certamente il soggetto più attraente, ma questo non mi fa perdere d’animo, al contrario, cerco di renderlo fotogenico attraverso un gioco di luci e composizioni, al pari di altri soggetti, meno eleganti esteticamente, ma che emanano un profumo indimenticabile.

Extrait: Le tue fotografie sono una magica commistione di luci, riflessi e sfumature… sono così intense che quasi si percepisce il profumo dei tuoi soggetti. Come riesci ad ottenere questo effetto?
D.S.: Grazie per i complimenti, mi fa molto piacere! Ma se me lo consenti, preferirei accostare il mio lavoro a quello meraviglioso dei designers e dei maestri vetrai, senza dimenticare la Natura e infine il sole – la mia prima fonte di energia – che con la purezza dei suoi raggi mi permette di comporre e mettere in luce la bellezza e le forme delicate dei miei soggetti, fiori o profumi che siano.

Extrait: C’è uno scatto che ricordi con particolare emozione?
D.S.: Sì, naturalmente. E’ stato quella volta che mi trovavo in India, durante lo shooting della maestosa Tuberosa. Assistevo alla raccolta della Tuberosa quando all’improvviso ho trovato l’ispirazione. In una stessa immagine potevo unire tutto ciò che mi colpisce di più: la donna e il fiore.
Quindi, ho scelto alcuni splendidi fiori e li ho posati nelle mani giunte di una donna. E’ stata come un’offerta di delicatezza. Il contrasto dei colori così come la morbidezza delle forme e delle texture mi hanno sinceramente commosso.

A questa immagine ho associato un bellissimo pensiero di Victor Hugo: “L’esprit s’enrichit de ce qu’il reçoit. Le coeur de ce qu’il donne” (traduz: Lo spirito si arricchisce di ciò che riceve. Il cuore di quello che dona)

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La Tubereuse

Extrait: Al di fuori della tua professione di “fotografo di essenze e odori”, che rapporto hai con il profumo?
D.S.: Ho un rapporto da innamorato, alcune volte molto carnale, altre volte romantico. Il profumo suscita in me il desiderio di amare.

Extrait: C’è un profumo, in particolare, che ami?
D.S.: Il dolce profumo dell’amore nel fiore di Tiaré.

Extrait: Quali saranno i tuoi prossimi progetti professionali?
D.S.: Ho diversi shooting in programma che, spero, mi portino ad incontrare, ancora una volta, la bellezza misteriosa delle donne…

Photo credits gallery:

- le immagini “Cumin/Arpege”, “Cumin/Rochas”, “Noix Muscade/Givenchy-Lutens”, “Safran/L’Artisan Parfumeur”, “Vanille/Guerlain” sono tratte da “Des Epices au Parfum” – Edition Aubanel, 2006

- l’immagine “La Tubereuse” è tratta da “Secrets de Plantes à Parfum” – Edition Milan, 2005

scritto il 30 aprile 2009 da Simona Savelli

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