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Architetture Olfattive – Prima Parte

Quando si parla di profumi, capita spesso di usare espressioni come “piramide” “architettura”, “struttura olfattiva”, concetti di facile comprensione per chi è un appassionato dell’arte profumiera. Ancora più spesso, però, è possibile incontrare persone che sono totalmente all’oscuro del significato di questi termini.

Durante Naso Goloso, le degustazioni olfattive che ho tenuto nell’ambito dell’ultima edizione di Eurochocolate, alla domanda “Ehi, sapete cos’è un piramide olfattiva?“. La risposta che, puntualmente, ricevevo dalla platea era “Eh???“.

Bene, è giunto il momento di correre ai ripari. Questo post nasce dal desiderio di rispondere alle tante espressioni interrogative ottenute ogni volta che ho formulato la tanto famigerata domanda.

Le architetture olfattive classiche: Soliflore e Piramide Olfattiva a tre tempi.
E’ impalpabile, invisibile ma, nonostante sia difficile da credere, è presente in tutte le composizioni. I Nasi la utilizzano per costruire una fragranza, gli appassionati del profumo, invece, la studiano per capire l’evoluzione di una composizione. L’architettura di un profumo è lo schema attraverso il quale vive e si sviluppa un profumo e si basa essenzialmente sul grado di volatilità e tenacità delle note olfattive. Le forme più classiche e diffuse sono il “soliflore” e la “piramide a tre tempi” ma le continue evoluzioni della profumeria moderna, lo sviluppo di nuovi procedimenti di lavorazione delle materie prime naturali e la produzione di nuove note di sintesi, hanno permesso ai Nasi, non solo di arricchire la propria palette di tonalità sconosciute, ma anche di creare inedite ed affascinanti architetture olfattive… ma di queste ne parleremo nel prossimo post.

piramide-soliflore

Soliflore
E’ l’architettura olfattiva più antica, nasce con l’invenzione dell’alambicco, tra la fine del Medioevo e l’inizio del Rinascimento, e anche la più semplice, dove il termine soliflore sta ad indicare una composizione elaborata attorno ad una sola nota olfattiva, solitamente un fiore nobile e carismatico come la rosa, il fiore d’arancio, il gelsomino, la tuberosa e la gardenia.

Soliflore-Verte-Violette

Minimalista ed essenziale, un soliflore può essere affascinante quanto una fragranza dall’architettura complessa ed elaborata, a patto che venga costruito bene. Il segreto sta nel contorno della nota principale.

Per evitare che il soliflore risulti monotono e piatto, vengono aggiunte alcune note “di contorno” che esaltano e sostengono, senza soffocare, il carattere della nota dominante, e apportano una varietà di accenti che infondono movimento a tutta la fragranza. In questa maniera, la fragranza risulta sfaccettata e cangiante pur rimanendo centrata su un’unica nota.

Ed ora annusate un soliflore…
Verte Violette de L’Artisan Parfumeur è un classico esempio di soliflore in cui la nota icona è la violetta, contornata da note verdi estratte dalle sue foglie, iris, rosa e muschio bianco.

piramide-olfattiva

Piramide Olfattiva con 3 piani di evoluzione (testa-cuore-fondo)
Siamo abituati a pensare al profumo come ad una miscela liquida di aromi ed alcool, una creazione amorfa di cui dimenticarsi una volta indossata. In realtà, un profumo quando incontra l’olfatto e si posa sulla nostra pelle, inizia a vivere grazie alla sua architettura, sviluppando la sua storia secondo i canonici tre piani (testa-cuore-fondo) della piramide olfattiva e in tre fasce temporali.

Un profumo nasce con le note di testa, cresce nelle note di cuore e muore con le note di fondo. Per essere meno poetici e cercare di chiarire cos’è una piramide olfattiva, diciamo che il profumo è una costruzione di materie prime sovrapposte le une alle altre che, in base al loro grado di volatilità, vanno a formare una piramide, la cui sommità è occupata dalle “note di testa”, le prime che percepiamo quando annusiamo una composizione. Sono vivaci ed evanescenti e rappresentano l’apertura di un profumo.

Assolo-EDT100-01bis

Se il profumo fosse un romanzo, le note di testa sarebbero il prologo. Costituite principalmente da aromi freschi come agrumi, frutti acerbi, essenze verdi e di fiori appena schiusi, queste note danno freschezza e luminosità alla piramide. A causa della loro estrema volatilità, le note di testa svaniscono dopo mezz’ora, lasciando la scena alle note di cuore, più intense e persistenti.

Le “note di cuore” rappresentano il corpo centrale di una fragranza. Solitamente sono note fiorite, erbacee, speziate e restano “visibili” dalle tre alle sei ore. Le note di cuore rappresentano il racconto del profumo e sono quelle che maggiormente definiscono l’identità di una composizione.

L’ultima fase del profumo, l’epilogo, è composta dalle “note di fondo” o “coda” e rappresentano le fondamenta di un profumo. Le note di fondo sono le più tenaci, possono durare anche per un intero giorno. Ricche di essenze legnose, resinoidi e animali, stabilizzano la composizione, la rendono persistente, prolungando il suo sillage. Proprio per la loro capacita di fissare i passaggi più volatili di una composizione, sono dette anche note fissative.

Ricordate sempre: più la fragranza è composta con materie prime di qualità, più ampia sarà l’evoluzione dei tre tempi e più lunga la sua coda.

Ed ora entrate dentro un’architettura olfattiva….
La piramide olfattiva di Assolo di Calé-Fragranze d’Autore è un chiaro esempio di piramide olfattiva a tre tempi: agrumata nelle note di testa, floreale nel cuore e legnosa nelle note di fondo.

Nel prossimo post Le Nuove Architetture Olfattive… rimanete sintonizzati!

scritto il 22 giugno 2009 da Simona Savelli

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